preservativo aids

I suoi baci le ricoprivano tutta la pelle. Lunghi, lenti, profondi. Sapevano di mare. Erano appoggiati l’uno contro l’altra, alla parete della casa di lui. Non c’era centimetro che lei non avrebbe voluto baciare. Non c’era angolo che lui non avrebbe voluto esplorare.

Poi la prese con forza per sollevarla da terra. Lei si avvinghiò al collo di lui, ridendo, sapendo cosa la aspettava. Un brivido sulla schiena, un bacio sulle labbra calde di lui, lo sguardo di lei, blu come il mare in lontananza, dentro quello di lui, scuro come il cielo, la notte.

La sollevò con dolcezza e la pose sul letto. Ora erano uno accanto all’altra, senza vestiti; sentivano i loro respiri e il vento che si era alzato e baciava le foglie con la stessa dolcezza con cui lui aveva iniziato a baciarla sulla pancia, intorno all’ombelico. I loro corpi si volevano, non riuscivano più ad aspettare. Lui si mise piano sopra di lei, continuando a baciarle le labbra, il viso, gli occhi, finché il suo bacino si avvicinò alle cosce di lei. In quel momento lei ebbe un momento di lucidità, si staccò dalle labbra di lui e gli chiese: “Ce l’hai i preservativi?”.

Quante volte ci siamo sentite rispondere “No”?

E quante volte, all’insistenza di lui di fare l’amore senza protezione, perché “Altrimenti non sento niente”, abbiamo ceduto e l’abbiamo fatto lo stesso?

La realtà è che ci fidiamo sempre troppo. Che lui non abbia nulla. Che noi saremo immuni da qualunque trasmissione di malattia venerea, quelle che si contraggono attraverso un rapporto sessuale. Spesso pensiamo al preservativo quale strumento per proteggerci dall’HIV o da una gravidanza indesiderata, dimenticando che esiste la possibilità di contrarre anche altro. Cosa?

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Abbiamo forse un’idea dei rapporti sessuali avuti in precedenza dal ragazzo che ci sta baciando con dolcezza infinita? Possiamo fidarci di ciò che ci sta dicendo, “Mi sono sempre protetto, non ti preoccupare”?
E allora come mai con noi non si sta proteggendo?

L’Africa Sub-Sahariana ha l’epidemia di HIV e AIDS più grave al mondo.

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L’epidemia di AIDS è in aumento anche in Medio Oriente e in Nord Africa.

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fonte: www.avert.org

Non mi stupisce quindi che, quando vivevo in Oman, io e le mie amiche avessimo notato che non uno dei ragazzi che abbiamo conosciuto avesse pensato di proteggersi durante un rapporto sessuale. A me era capitato anche in Italia, però.

In Cambogia ho notato spesso, sul bancone della reception di diverse guesthouse, un vassoio con dei preservativi.

In Zambia e Sudafrica ho trovato scatole o dispenser di preservativi gratuiti ovunque: negli ostelli, nei bagni pubblici dei centri commerciali, nei bagni comuni di più uffici. Persino all’ufficio immigrazione al confine tra il Botswana e lo Zambia. Mi timbravano il passaporto, e io ero lì a osservare incuriosita il dispenser (vuoto) dei preservativi accanto alle sedie su cui stavano seduti, divertiti dal mio sguardo, alcuni uomini zambiani dall’aria maliziosa.

zambia aids preservativo

A tutte noi capita di rischiare, prima o poi nella vita. Di lasciarci andare all’euforia del momento, al desiderio, al piacere di fare le cose naturali, senza gomma di mezzo. Per poi ritrovarci a fare un test, qualche mese dopo, con l’ansia che ci stringe il petto aspettandone il risultato.

Ne vale la pena?

Vale la pena rischiare di rovinare la nostra salute per sempre, per quell’attimo di piacere in più?

E voi, cosa ne pensate?