new york amore

Ho chiesto a una delle mie migliori amiche di raccontarmi una delle sue storie d’amore avute in viaggio: bellissima e intelligente, ha una vita avventurosa che la mia al confronto è un ospizio. Ve la riporto così come me l’ha raccontata in uno dei nostri messaggi vocali.

 

Ero negli Stati Uniti, nello stato del Michigan, a casa di una mia cara amica che avrebbe fatto un workshop intensivo di yoga con me a New York City, di lì a pochi giorni. Una sera mi disse: “Ho una persona da presentarti. E’ un uomo un po’ particolare.”

Un paio di sere dopo, subito dopo l’inizio del corso, andammo a cena in un ristorante molto elegante con questo signore americano, Steven. Molto più anziano di me, mi colpì subito per il fascino che emanava, e mi incuriosì che avesse alle spalle cinque matrimoni, sette figli, sei nipoti e un’intelligenza che lo rese subito affascinante ai miei occhi.

Al termine del corso, io e la mia amica tornammo nel Michigan per stare insieme ancora qualche giorno, prima che io ripartissi per il Costa Rica dove abitavo da alcuni anni  – avevo lasciato l’Italia e il mio lavoro in una multinazionale per inseguire un sogno. Una mattina Steven mi chiamò e mi invitò a cena fuori dove abitava, a Manhattan. Stavolta solo noi due. Accettai, col cuore che mi batteva forte dall’emozione di rivedere questo uomo attraente dalle cui conversazioni ero rimasta piacevolmente affascinata.

Nel tardo pomeriggio mandò un taxi a prendermi. E dopo circa un’ora mi ritrovai in un aeroporto: l’aereo privato di Steven mi stava aspettando. Rimasi a bocca spalancata. Senza parole.

La mia amica non mi aveva detto niente. Non mi aveva detto che era non solo un uomo affascinante, ma  anche ricchissimo. E di una generosità senza pari: più passavano i giorni, più scoprivo il suo senso dell’umorismo, la sua gentilezza con tutti e  la sua bontà d’animo nell’aiutare persone bisognose, associazioni e finanziare progetti umanitari.

Mi mandò a Toronto a farmi fare il permesso per volare sul suo aereo privato, poi partimmo per Miami, dove il suo elicottero ci stava aspettando per portarci sul suo yacht. Mi sembrava di vivere un sogno, una cosa che avevo visto solo nei film ora stava accadendo proprio a me.

Ci innamorammo follemente, e decidemmo di andare a vivere insieme. Nel suo appartamento enorme a Manhattan. Uno di quelli che avevo visto solo nei film americani, e nei miei sogni di ventenne.

Successe però che dopo un paio di mesi cominciai a sentirmi a disagio. Tutto quel lusso, l’aereo, l’elicottero, lo yacht e la bella vita mi avevano tolto il vero significato del mio stare al mondo. E cominciavo a dubitare di essermi innamorata di lui solo per la brillantezza del suo cervello.

Decisi così di tornare in Costa Rica. Tornai dal fidanzato che avevo lasciato prima di partire per New York, in un momento di crisi. Tornai a insegnare yoga, a guadagnare poco, ma a essere felice. Mi sentivo come liberata.

Io e Steven rimanemmo amici, e un anno dopo anche la relazione con il mio fidanzato di allora finì – quando si prendono delle pause in una relazione, significa che l’amore è già finito.

Oggi Steven non c’è più, e io ogni tanto ripenso a come sarebbe stata la mia vita se avessi scelto di restare con lui. Non sono ricca, sono una mamma single e ho una bambina. E sono serena.

Ad oggi ho sempre fatto ciò che volevo, ho sempre seguito il cuore, la pancia, l’istinto. Non me ne sono mai pentita. E pazienza se devo andare a lavorare con la mia macchina a rate anziché con l’aereo privato di un ricco signore americano, conosciuto in un periodo di follia nelle strade affollate di New York.