Chi_Sono_The_Half_Hermit

L’idea è venuta da sé, naturale come la destinazione. Laura di The Half Hermit ha deciso di raggiungere l’Islanda in macchina dall’Italia, viaggiando da sola. Sta per iniziare il suo #destinationIceland e un progetto più grande, il suo Habit@!

La mia storia inizia con il desiderio di andare: io volevo andare, non importava dove, mi bastava mettermi in movimento; possibilmente sola, con poco chiacchiericcio, ma non con meno parole.

Le persone che mi stavano intorno, invece, volevano essere con gli altri e stare con gli altri e, prima di decidere di andare, volevano sapere per dove e cosa avrebbero trovato.

Impreparata a gestire questa differenza tra me e quello che mi circondava, ho interrotto io stessa la mia storia per quasi metà della mia vita, fino a che, grazie alle parole di altri, lei non ha ripreso il suo corso da sé: Davide Sapienza con i suoi Diari di Rubha Hunish e le domande di Walter Bonatti In terre lontane suscitavano sensazioni anche quando avevo l’impressione di non comprenderli a pieno. Più di tutto c’era stupore nel trovare corrispondenza nei pensieri di uomini che erano stati molto lontano e avevano vissuto AVVENTURE tutte maiuscole; le loro domande erano le mie, con la sottile differenza che io, salvo sporadiche escursioni, non avevo certo vagato a piedi per il ghiacciaio più grande d’Europa né rischiato la vita sulla cima del Salto Angel in Venezuela.

Poi, nell’inverno 2015, sono stata in Islanda e, alla faccia di chi diceva che nessuno si innamora dell’Isola quando è il bianco che la domina, io di rientrare in Italia non ne avevo proprio voglia.

Ancora oggi, dopo un secondo viaggio estivo nella stessa terra, cosa sia accaduto in me in quel ventoso febbraio non saprei spiegare. Sarà che in assenza di foglie da scompigliare (ché di alberi l’Islanda ne conta veramente pochi), il vento islandese ha scompigliato le mie idee; c’era qualcosa che si smuoveva e più cadevo e più capivo: che l’equilibrio non era il mio forte, ma anche che niente come il dover fare i conti con un ambiente estraneo faceva sorgere domande insieme al desiderio di andare a cercare le relative risposte. In quella relazione con il mondo, curiosità e bisogno di stare in movimento sono tornati ad essere, dopo anni di letargo inconsapevole, la mia linfa, anziché una zavorra.

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Così ho provato a racimolare i pezzi del mio passato che sapevo appartenermi e ho cercato di riassemblarli per creare il futuro della mia storia: sono tornata ai miei studi in scienze ambientali, scelti come soluzione alla presunta contrapposizione tra scienza e filosofia, tra numeri e parole, nella convinzione che la curiosità non è schizzinosa e usa qualunque chiave per aprire le porte che la tua stessa ignoranza prova a tenere chiuse; sono tornata al movimento come mezzo per conoscere e per cercare risposte alle domande che la relazione a qualcosa di estraneo suscita in me.

Alla fine, dopo un lento amalgamare degli ingredienti, sono nati The Half Hermit (TH2) come mio alter ego e Progetto Habit@ come sua missione.

L’eremità a metà (questa la traduzione di TH2) rappresenta il mio bisogno di spazio e solitudine per vivere a pieno la mia strada e, al contempo, la spinta naturale a raccontare la mia esperienza e a confrontarla con quella degli altri per mantenere il mio equilibrio.

La missione, invece, è quella di scegliere una meta e di partire, tenendo a mente un duplice scopo: da un lato sperimentare il mio rapporto con i luoghi e le culture, guardare a me stessa e al mio mondo con i loro occhi, scoprire loro per conoscere meglio me stessa; dall’altro quello di non perdere mai di vista il quadro generale di un’umanità posata su un piccolo pianeta blu.

In altre parole voglio mettere a fuoco la relazione tra uomo e ambiente tanto a livello personale quanto globale per capire, nel mare di dati e notizie che vengono diffusi senza criterio, “dove siamo” e se sia possibile, come credo, trovare un punto di osservazione del quotidiano che consenta di vedere tutte le variabili e arrivare a decisioni inclusive di ogni bisogno, anziché parziali e miopi.

Tra la partenza e la meta nessun piano di grande dettaglio così che ogni evento influisca sulla strada e faccia sì che sia il viaggio a fare il viaggio; solo la giusta preparazione per essere pronta ad affrontare ogni singolo istante senza perdermi in prevedibili difficoltà.

La prima meta? #destinationIceland: partenza con la mia Dacia Duster da Bergamo il 03 Agosto e, dopo un breve stopover alle Isole Faroe , terzo sbarco consecutivo in Islanda per mettere a  fuoco le mie domande e provare a cercare le prime risposte; rientro alla base il 06 Settembre. Forse…;)