cambio vita giappone

Giovanna aveva una vita confortevole in Italia, poi si è trasferita in Giappone per amore e la sua vita è cambiata radicalmente, ma per il meglio. Credere nelle proprie capacità è fondamentale, sempre!

Mi trovo in Giappone da circa 2 anni e mezzo, e penso di star vivendo i migliori anni della mia vita. Non è il Giappone in sé, come stato, che ha fatto la differenza. È il mio modo di vivere che è radicalmente cambiato.

In Italia facevo una vita confortevole sì, ma a casa dei miei genitori, e per questo mi sono sempre sentita un peso. Il lavoro che facevo (che nonostante fosse un lavoro saltuario, amavo tantissimo per i rapporti che avevo con le mie colleghe e capi) non mi dava abbastanza per farmi una vita mia, una vita indipendente. Nei tanti giorni liberi facevo molto poco. Mi sentivo completamente vuota, nessun sogno da inseguire, le cose che mi piacevano mi sembravano troppo lontane o troppo costose da poter fare.

Poi sono venuta qui. Il mio stile di vita è cambiato gradualmente, sta ancora cambiando adesso, e nonostante ci sono dei momenti in cui rimpiango il “dolce far nulla” sono contenta di quello che sto facendo.

Sei anni fa ho incontrato per la prima volta mio marito. Lui è poco più giovane di me, è giapponese, ma ha vissuto per molti anni in California. Ha un sacco di passioni, e ne abbiamo altrettante in comune. In realtà, è come se avessi sposato un mio fratello giapponese. Sa esattamente cosa penso dandomi solo uno sguardo, ma forse non è altrettanto bravo a tirarmi su il morale. Come, d’altronde, anche io sono un’inetta quando si tratta di queste cose. Ma ci completiamo.

Tre anni fa abbiamo deciso di sposarci e venire ad abitare nel suo paese natale. Per i miei genitori è stato un colpo molto duro e anche per me non è stato semplice prendere questa decisione. Nonostante abbia sempre avuto un interesse per la cultura giapponese, mi sembrava un passo più lungo della gamba, andarci a vivere senza alcuna certezza su che cosa avrei fatto, ma soprattutto, lasciare la mia famiglia mi dava l’impressione in qualche modo di “tradirli”. E devo dire che, nonostante io sia sicura che mi amino, non mi hanno reso le cose molte semplici prima del matrimonio, e ancora oggi mi fanno pesare un po’ questa scelta.

“Ma non è che vai solo perché ti piace il Giappone?”

“Ma cosa farai?”

“Secondo me tra tre mesi sei di nuovo qui”

“Ma questa casa è troppo piccola”

“Ma perché non metti un po’ a posto”

“Ma un altro gatto?”

“Se hai bisogno di soldi diccelo”

“Ma perché non fai un lavoro serio?”

“Ma allora questa caffetteria? Perché non stai lavorando al progetto?”

Queste domande sono sempre stati dei sassi. So che sono preoccupati per le mie scelte, ma appunto sono le mie scelte, è la mia vita. Non devo avere paura di prendere delle decisioni per tradire le aspettative di qualcun altro. Abbiamo un sacco di cose da fare, oltre il lavoro, ma probabilmente se non si è qui, a vedere la situazione, non si può capire realmente che sono felice, siamo felici così.

E quindi eccoci qua. Viviamo in una casetta piccola piccola, con tre gatti, due cocorite, svariati insetti che popolano le estati giapponesi e soprattutto le vecchie case di campagna/posti di mare.

cambio vita in giappone

I primi mesi sono stati molto duri, la lingua è stata una barriera molto dura da abbattere, ma poco a poco sono riuscita a stare in piedi, da sola. Ed è stato proprio mio marito a spingermi a fare le cose da sola.

Se nei primi mesi avevo paura a uscire da sola (se mi perdo che faccio? Non so chiedere nemmeno le informazioni, non capisco quando mi parlano e via dicendo), ora me la cavo abbastanza bene.

Forse il mio livello di giapponese non è molto buono, ma mi faccio capire, ho ancora qualche timore nel sbagliare coniugazione, qualche particella, ma quando mi scuso per il mio livello di giapponese, mi sento dire la stessa cosa ”Non preoccuparti: al giorno d’oggi sono pochi i giapponesi che parlano in maniera perfetta. Pure io non so leggere un sacco di ideogrammi!”. La cosa mi fa sorridere, perché so che molto spesso dicono questo per non farmi sentire a disagio, ma in alcuni casi è davvero così.

Voi direte: ma sei sposata, cosa c’entra con l’indipendenza? Cosa c’entra con questa pagina, fatta di viaggiatrici solitarie, che partono per scoprire se stesse, per scoprire il mondo, per trovare il loro posto? Forse non c’entro molto con questa pagina, anzi probabilmente non ci azzecco proprio, ma essere sposati non significa essere alla completa mercé di qualcun altro.

Se non vi piace quello che vedete quando aprite gli occhi alla mattina, abbiate il coraggio di cambiare. Date una svolta alla vostra vita. Non è semplice, è un viaggio anche quello, un viaggio lungo, pieno di ostacoli da superare.  Credete in voi, credete nelle vostre capacità, scopritene altre. A volte c’è bisogno di andare molto lontano, a volte basta guardare dentro se stessi per capire cosa si vuole.